martedì 14 aprile 2015

Buongiorno, parto col dire che vorrei leggere tanti dei vostri blog, che sinceramente mi piacciono molto, ma sono una frana cosmica col telefono e non riesco!
Questi son giorni di lite col mio ragazzo, sto anche provando a riavvicinarmi un po' a mia madre, ma il suo pessimo cosmico lo rende piuttosto difficile.
Lei ci sta provando, ci stiamo provando tutte e due, ma se da parte mia c'è ancora un muretto lei, con i suoi comportamenti (anche se a fin di bene) non fa altro che alzarlo.
Un esempio:ieri sera siamo uscite io e lei.
La serata, caldissima, è iniziata con un "ma non andare in giro in maniche corte, metti una camicia che non voglio che la gente ti veda le braccia".
Nella mia testa è scattato automaticamente il pensiero "si vergogna di me, si vergogna di me, si vergogna di me" pur sapendo che in realtà, a detta sua, non voleva che la mia sofferenza ed i miei tagli fossero giudicati con superficialità. Nel complesso, tranne la fine, è andata bene: abbiamo parlato del più e del meno stando ben attente ad evitare gli argomenti che avrebbe potuto portare ad una lite e dal canto suo mi ha chiesto di andare più spesso a trovarli e magari dormire da loro.
Bello, bellissimo, evviva, se non fosse per i saluti, dai quali sono scappata piangendo: mi ha regalato un braccialetto dicendo, in lacrime "prendilo perché so darti solo cose materiali, l'affetto non sono mai riuscita a dartelo".
Mi sono trovata spiazzata.
È vero che sa dare solo cose materiali, ma nel suo modo di comunicare significano affetto.  Avrei voluto dirglielo, abbracciarla, asciugarle le lacrime ma son riuscita soltanto a stare immobile a sguardo basso, piangendo a mia volta.
Son tornata a casa piena di sensi di colpa fino al midollo, piena di odio verso me stessa.


mercoledì 1 aprile 2015

"Sei troppo magra"
Oggi una mia compagna di classe mi ha detto così, mi si è raggelato il sangue nelle vene.
Sono così fiera di essere LEGGERMENTE sottopeso, leggermente sottopeso vuol dire che sono quasi al mio peso ideale, e saperlo per me vuol dire moltissimo.  Sono quasi nella norma, almeno in un campo della mia vita, quello che ho sempre controllato (e forse l'unico) con così tanta follia. Essere normopeso per me vorrebbe dire riuscire a seguire una linea retta, almeno una. Considerando che sono catalogata come borderline sarebbe un successo enorme!
Il secondo motivo per cui quell'affermazione mi ha lasciata di stucco è il fatto che io non mi veda troppo magra, forse che non mi veda magra neanche un po'. La cosa buona è che riesco a non darci un peso al mio aspetto, ma ho paura di questa visione distorta che ho ancora di me.
Ho preso 15 kg abbondanti in questo mio percorso, sono tanti! Non me li sento addosso, anzi, fisicamente mi sento decisamente meglio ma il mio non vedermi magra mi ha un po' sconcertata.
La terza cosa che mi ha infastidito di quelle stupidissime 3 parole è il fatto che io sia stata per l'ennesima volta etichettata, Odio le Etichette.
Etichettare una persona vuol dire annullarla, segregarla dietro ad un insieme di lettere e valutarla in base a ciò che esse comunemente rappresentano, è segregare una vita dietro ad uno stereotipo e questo per me è inaccettabile.
Sono ancora quella troppo magra, per tutti sono ancora solo un numero.

sabato 28 marzo 2015

Voglio imparare a fare qualcosa per me stessa e a farmi del bene.
Penso di essermi sempre mascherata dietro al "sto bene se faccio star bene gli altri" , che effettivamente è così, io mi riempio di gioia nel far star bene chi mi circonda, ma non posso esser legata solo a questo. 
Così facendo non mi lascio un secondo di fiato per me, per capire cosa realmente mi farebbe star meglio. 
Ho una paura enorme di essere abbandonata, di essere lasciata sola, di non essere abbastanza per gli altri; 
Di conseguenza mi comporto e faccio ciò che penso renderebbe gli altri contenti e orgogliosi di me. 
Ma dove sono io in tutto questo?  Faccio fatica a trovarmi, non mi conosco.
Ho passato tutta la vita ad attuare questo meccanismo e nemmeno un secondo a pensare chi io sia realmente e che cosa voglia. .
Ho paura di me stessa perché non mi conosco, convivo con un' estranea.








venerdì 20 marzo 2015

Mi si è rotta la macchina, non so come andare al lavoro e per di più fa freddissimo!
Direi un'ottima giornata insomma!
Destino ironico a parte, non sto troppo bene.
Ho spesso dei simil-attacchi d'ansia in questi giorni,nel senso che fortunatamente sono gestibili,anche se estenuanti; Ho paura di non riuscire a finire la scuola nemmeno quest'anno, ho una paura folle!
Sono indietro col programma, faccio fatica a ricordarmi quello che studio ed in più il lavoro non mi lascia che un paio di piccoli buchi al giorno in cui aprire i libri ma non basta!!
Aiuto!!
Di me dicono che reagisco meglio sotto pressione, ma si sbagliano di grosso. 
Soffro di ansia da prestazione, il che è ben diverso.. 
Stamattina mi sono svegliata e non volevo mangiare. Evviva,che bello, ricadiamo nei vecchi errori!
Ho bevuto una tazzona di caffè e una di te per colazione e finalmente all'alba delle 16,dopo essermi torturata il cervello per tutta la mattina, mi sono decisa a non farmi assolutamente prevaricare dai miei istinti malati e ho mangiato un piatto di pasta con cime di rapa e pecorino, una banana e qualche mandorla!
Almeno qualcosa di positivo, finalmente!

mercoledì 11 marzo 2015

Stavo riflettendo su come, pur essendo riuscita ad uscire (spero definitivamente) dal baratro dei DCA, questi continuino ad influenzare la mia vita e il mio modo di mangiare.
Non riesco assolutamente a mischiare proteine diverse nello stesso pasto, spesso mi capita di andare a mangiare fuori col mio ragazzo e, tra tutte le cose che mi ispirano del menù, finire per ordinare qualcosa che magari nemmeno mi piace ma che contenga un solo tipo di proteine.
Non sono mai più riuscita a mangiare dolci, qualsiasi cosa contenesse zucchero o burro e fritti,anche se ricordo mi piacevano da matti!
Tende sempre a rifiutare gli inviti a mangiare, specialmente da parte dei miei genitori! Mangiare davanti a loro mi mette a disagio, mi sento sotto giudizio, come se avessero delle aspettative a riguardo che ho paura di deludere.
Altri tra i miei comportamenti "originali" sono il dover ad ogni costo camminare o fare qualsiasi tipo di attività fisica per almeno un'ora. A volte mi trovo a pulire e riordinare compulsivamente la casa (io, disordinata per eccellenza) pur di muovermi.
Mi è venuta anche la fobia, o il rigetto, verso le calorie. Non le conto assolutamente mai e penso che anche volendo non riuscirei mai a farlo. Al contrario leggo tutte le etichette dei valori nutrizionali (cosa mai e poi mai fatta prima d'ora).
Mangio porzioni enormi, basta che rispettino la mia serie di regole.
È come se cercassi di compensare gli anni di alimentazione assolutamente non salutare dell'anoressia con una dieta ossessivamente sana.
Questo mi spaventa, sia perché resto comunque in una situazione di non-libertà alimentare, sia perché rimane comunque una bella e buona mania di controllo.
Sono soddisfattissima di mangiare quanto voglio, ma non di essere comunque vincolata ad una mia imposizione in materia.
Sono soddisfattissima di avere una vita che si possa definire tale, ma non di non riuscire a prendere una parte importante di essa con leggerezza.
Oltre a questo mi è venuta la paura che la gente possa pensare che io sia comunque troppo magra, sono ancora sottopeso e ho paura di dimagrire.
Mi vesto sempre con indumenti larghi per far si che nessuno lo possa notare.
Quando sono in giro cerco sempre di portarmi qualcosa da mangiare, e di mangiarlo davanti a tutti.
Ho il terrore di essere ancora etichettata come l'anoressica, perché per me significherebbe tornare ad esserlo. Ho costantemente paura di deludere le aspettative, ho paura anche che qualcuno se ne crei nei miei confronti perché mi ritroverei senza rendermene nemmeno conto a cercare di soddisfarle.

martedì 10 marzo 2015

Sono molto empatica, sin troppo, spesso mi capita di essere entusiasta, felice e allegra e di diventare di colpo triste e nervosa percependo il disagio altrui.
Amo cercare di capire la gente, parlare, leggere tra le righe e catturare ogni piccolo dettaglio, però non riesco a capire me.
Amo le persone ma odio la gente, i gruppi grandi in cui, pur parlando, non intrecci un minimo dialogo con nessuno.
Odio stare al chiuso, stare sotto terra, i luoghi senza finestre o poco luminosi;
Odio andare in nave.
Ho paura del vuoto, mi terrorizza;
Ho paura di soffocare.
Ho il terrore di essere abbandonata ma mi piace star sola.
Mi piace leggere ma non riesco a guardare film.
Amo le piante, la terra, il temporale e le stelle, amo la natura incondizionatamente.
Mi sento perennemente colpevole di ogni situazione, anche se oggettivamente non lo sono; non mi sento mai abbastanza e all'altezza delle aspettative, ho il terrore di deludere chiunque, anche chi non conosco.
Ho paura ad andare in giro da sola, anche se viaggio spesso senza nessuno e senza meta.
Mi piacciono moltissimo gli animali, collezionare oggetti etnici, bottiglie e piccole scatole.
Amo le tisane,le spezie e la cucina indiana.
Vorrei riuscire a smettere di fumare sigarette.
Mi piacerebbe vivere all'esterno in una società differente.
Odio gli stereotipi, gli sguardi e la superficialità.
Odio la mia vita.
Mi piacerebbe riuscire a prendere ogni cosa con più leggerezza e godermi di più ogni singolo momento.
Vorrei riuscire ad avere un rapporto con i miei genitori, riuscire a togliere i freni che ho nei loro confronti.
Non mi piace quando loro si avvicinano perché involontariamente mi trovo a respingerli, pur sapendo di ferirli.
Vorrei vedere il mondo, studiare e riuscire ad avere fiducia in me stessa.

Tutto questo per chiarirmi un po' le idee. Oggi è una di quelle giornate in cui faccio fatica a sentirmi.


lunedì 9 marzo 2015

ieri è stata la Giornata della Donna, una commemorazione volta a porre l'interesse sulla discriminazione e la disuguaglianza dei sessi che ancora oggi ci opprime, in Italia e soprattutto in altri paesi del mondo.
L'8 marzo è una ricorrenza a cui tengo davvero molto, una ricorrenza che ricorda quanti passi avanti si siano fatti grazie a donne coraggiose e quanti ancora ne siano da fare.
Non mi piace l'ignoranza e la superficialità che avanza sempre di più, l'indifferenza di molti a questa giornata così importante per tutti.
Soprattutto mi mette tristezza vedere la poca consapevolezza di ciò che ci circonda negli occhi e nelle parole di molti.
Per quanto riguarda la mia giornata è stata un disastro:mi sono svegliata nervosa e demoralizzata e ho passato quasi tutta la giornata a camminare nel bosco, la natura mi da' forza, nel bosco riesco a non pensare.
Ho fatto una colazione abbondante,la colazione è la cosa che preferisco, anche se è il primo anno che la faccio abitualmente.  È diventata quasi un'azione di routine, un momento in cui prendere forza e lasciare da parte tutto il resto. È l'unico pasto della giornata che riesco a godermi a pieno ed è una delle mie soddisfazioni personali, dato che in passato "guai a toccare cibo, specialmente al mattino"!